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Lavoro e Felicità: accoppiata possibile? di Eugenio Guarino (se hai fretta clicca qui) Felicità sul lavoro Quale è il segreto per
trovare la felicità sul lavoro? Per rispondere a
questa domanda te ne pongo delle nuove.
Perché impegnarti in
quelle attività ti rilassa, ti fa stare bene, ti dà soddisfazione,
nonostante il tempo, l’impegno, la fatica, il
sacrificio? Non è forse perché
quelle attività sono linea con le tue passioni, i tuoi valori, sono
coerenti con quello che sei? Allora, quale è il
segreto per trovare la felicità sul lavoro? Semplice.
Semplice, ma non facile
. Mi sembra di sentirti: “Già, Eugenio, dici bene. Ma io un lavoro già ce l’ho, ed è già tanto. Non è che ho potuto fare tanto lo schizzinoso. Non dico che ho scelto il primo lavoro che mi è capitato, ma insomma, un po’ di compromessi ho dovuto farli. E non è che posso cambiarlo così, come cambio una maglietta. <<Cara, sai che c’è. Ho scoperto che il mio lavoro non è in linea con la mia identità. Allora ho deciso, domani mi licenzio!>>”
Certo, così forse è un
po’ troppo drastico. Rimane il fatto che il lavoro è importante. Il lavoro
ci coinvolge per otto ore al giorno! Abbiamo tutto il diritto di essere
schizzinosi, di scegliere, di pretendere, di osare.
Allora, cosa puoi
fare, oltre che cercare di cambiare lavoro, per trovare soddisfazione in
ciò che fai?
L’atteggiamento è
tutto
Non sempre si può
cambiare lavoro, soprattutto non lo si può fare da un giorno all’altro, ma
è sempre possibile scegliere l’atteggiamento verso il lavoro ciò che si
ha, non è così?
Il
modo in cui reagiamo rispetto
a ciò ci accade e a ciò che dobbiamo fare è fondamentale.
Se
riesci a cambiare atteggiamento e a controllare
il tuo stato d’animo rispetto al lavoro vivrai meglio le ore
in cui sei impegnato nel lavoro e anche quelle dedicate al riposo, sai a
cosa mi riferisco: ti sei mai portato i pensieri del lavoro a casa? Ti
sei mai svegliato di notte pensando a quella situazione lavorativa da
risolvere?
Cosa puoi fare per
cambiare atteggiamento e reagire positivamente?
Instaurare buone
relazioni
La prima cosa che puoi
fare è instaurare buone relazioni con i colleghi, con i clienti, con i
fornitori. L'atteggiamento verso
gli altri è un altro mattone della felicità sul lavoro (e non solo,
aggiungo di nuovo). La disponibilità, gentilezza, onestà, sincerità fanno
bene a noi oltre che agli altri.
Fai la prima
mossa, sii sorridente, amichevole, pronto ad aiutare, ricordati di ciò che ti
è stato detto, chiedi "come va" e riceverai l'affetto di quelli che
ti stanno intorno. Basta poco per fare la differenza. Un po’ più di attenzione ai
bisogni degli altri, un po’ più di disponibilità, un po’ più di
apprezzamenti vero gli altri.
Io ci ho provato. Mi
sono detto: quando entro in ufficio voglio essere allegro! Entro
canticchiando, fischiettando, sorridendo e saluto tutti quelli che
incontro guardandoli negli occhi. E' incredibile l'effetto che queste
semplici cose hanno sugli altri. Dopo qualche tempo, appena entravo nel
corridoio tutti hanno cominciato a sorridermi e salutarmi prima che lo
facessi io. Quando vuoi che gli altri facciano qualcosa sii tu il primo a
farla.
Gli americani dicono "Go first!, "Vai
per primo!"
Vocazione per il
lavoro e lavoro come vocazione
Per avere la vocazione
al lavoro devi vivere il lavoro come una vocazione. Come trasformare il
lavoro in vocazione?
I soldi non sono
tutto Quando hai la
possibilità di scegliere un lavoro non guardare solo ai soldi. Se hai già un
lavoro non limitare
il tuo obiettivo a guadagnare. Certo, i soldi sono importanti, sono
un mezzo per ottenere le cose veramente importanti. Ma non tutte
le cose veramente importanti si ottengono con i soldi.
Lo stesso vale per la
carriera. Se nel lavoro cerchi solo prestigio, avanzamento, se
il tuo fine è limitato a quello il rischio di andare incontro a delusioni
è molto alto.
Attento a
non cadere nella trappola! Un lavoro migliore e salario più alto potrebbero
darti la felicità ma anche significare più stress (più responsabilità,
più rischi) e meno tempo per te e la tua famiglia. Ogni cosa ha un prezzo.
Si tratta di capire se il prezzo è equo guardando le cose da tutti i punti
di vista, valutando l’impatto che le scelte hanno su tutti gli
ambiti importanti della tua vita: famiglia, finanze, salute, relazioni. La
tua scelta mantenerrà il giusto equilibrio in tutte queste
aree?
Non è detto che il
lavoro che reputi migliore ti renderà più felice. Ma di sicuro la felicità che trai da tutti gli
altri ambiti della tua vita renderanno più felice il tuo
lavoro.
Questo vuol dire che
non devi essere ambizioso? Vuol dire che non devi mirare a alzare i tuoi
standard per migliorare? No. Non è affatto questo quello che sto dicendo.
Migliorare, crescere, raggiungere nuovi traguardi è ciò che dà motivazione e
stimolo, è fonte di soddisfazione e felicità. Quello che dico è che non
devi limitarti a guardare solo i soldi e la carriera.
Devi essere ambizioso
per avvicinarti ai tuoi valori veri e non semplicemente per ottenere più
soldi.
Mentre agisci per migliorare
la tua posizione apprezza il tuo lavoro. Cerca di trarre il massimo di positività dalla tua situazione
lavorativa attuale: magari non stai guadagnando tanti soldi ma il
tuo lavoro forse ti sta consentendo di avere tempo per te stesso, per i tuoi
cari, per i tuoi amici, non sta compromettendo la tua salute fisica e mentale, ti
sta garantendo autonomia, potrebbe essere vario o semplicemente quello più adatto alla
tua disposizione e al tuo temperamento.
Rifletti sul tuo
lavoro in una prospettiva più ampia. Rifletti sullo scopo ultimo del tuo compito.
L’operaio che avvita
bulloni può compiacersi e trovare soddisfazione nell’aver contribuito alla
realizzazione di una complessa opera di ingegneria. Ognuno di noi,
attraverso il proprio lavoro, contribuisce idealmente a qualcosa di
grande, contribuisce in qualche modo al benessere delle persone, produce
direttamente o indirettamente benefici e vantaggi per qualcuno, in qualche
modo è di aiuto agli altri.
Vedere le cose da questa angolazione
ti dà entusiasmo e contribuisce alla tua felicità.
Se riesci a integrare,
anche indirettamente, il tuo lavoro con le tue passioni, con i tuoi
valori, se riesci vedere come la tua occupazione è significativa per
il bene generale della società e del mondo ti sarà più semplice amare il
tuo lavoro e trasformarlo in
vocazione.
Conflitti sul lavoro:
affrontali!
Se sul lavoro vivi
delle situazioni difficili la cosa migliore è parlarne. L’importante è
approcciare correttamente la situazione.
Parla delle soluzioni
possibili più che dei problemi.
Parla del tuo punto di
vista come tale (quel che vedi tu non è necessariamente la verità) e cerca
di scoprire il punto di vista dell’altro.
Parla di ciò che
senti, di ciò che provi, descrivi i tuoi sentimenti, i tuoi stati d'animo,
di come vivi le difficoltà di quelle che tu pensi siano le conseguenze e
di come risolveresti il problema.
Parla delle tue
intenzioni e cerca di scoprire gli effetti che queste hanno sull’altro.
Allo stesso modo
individua le intenzioni dell’altro e parlagli dell’effetto che queste
hanno su di te.
Riconosci i tuoi
contributi al problema e fai esprimi quelli che tu pensi siano i
contributi dell’altro.
Arrivate ad una
analisi condivisa della situazione e ad una soluzione altrettanto
condivisa.
Conosci te stesso e
sarai felice
Comprendere le proprie
possibilità e le proprie capacità è una delle dimensioni dell’intelligenza emotiva
: l’autoconsapevolezza.
Per apprezzare il tuo
lavoro devi identificare le tue qualità e capacità per sfruttarle il più
possibile e per rafforzarle rendendo così la tua attività più
appagante.
Un'opinione troppo
elevata o troppo bassa di sé è un pericolo o un ostacolo. La prima genera
insoddisfazione, disaccordo e un eccessiva pressione verso sé. La seconda
impedisce ogni possibilità di miglioramento.
L’autoconsapevolezza
ti rende resistente alle critiche ingiuste. Ti rende immune dall’eccessiva
dipendenza dall'approvazione altrui. Non confondere attività e identitàOggi occorre convivere
con l’incertezza che caratterizza il mondo del lavoro.
La perdita del posto
di lavoro può essere una opportunità, un vincolo in meno. Inseguire i tuoi
sogni è più difficile quando per farlo devi abbandonare le tue sicurezze.
Accetta l'incertezza della realtà lavorativa di oggi, adotta
l’atteggiamento più proficuo e goditi le sfide che la complessa realtà di
oggi ti offre.
La perdita del lavoro
deve essere vissuta come un evento che è nell’ordine delle cose. Non
dipende da te, non dipende dalle tue capacità, non devi fartene una colpa,
non è un’umiliazione.
Allarga la tua
immagine e non confinarla all'attività lavorativa. Investire tutta la tua
identità nel lavoro è inopportuno e inappropriato alla realtà di
oggi. Lavoro e
felicità
La felicità sul lavoro
non è scindibile dalla felicità negli altri ambiti della tua vita. Se è
vero che una felice situazione lavorativa ti aiuta a vivere più
felicemente è vero anche il contrario: più ti senti felice e più serenamente
affronterai il tuo lavoro. Il rapporto fra soddisfazione sul lavoro e
soddisfazione nella vita è bidirezionale.
Ma come si fa a conquistare
la serenità? Non sono tanto le circostanze oggettive che contano, ma
piuttosto il modo in cui percepisci il mondo.
Trovare opportunità
nelle difficoltà, soddisfazione nelle sfide aiuta a vivere la vita
e il lavoro con più soddisfazione.
Tutti gli aspetti della vita sono collegati
tra loro. Valori, atteggiamenti, stato emotivo possono tutti contribuire in egual
misura al senso di appagamento sul lavoro e alla soddisfazione
nella vita.
Il segreto è ridurre
la distanza fra chi siamo e chi vorremmo essere e quello che
facciamo.
Scopri chi sei e cosa
vuoi veramente, quali cose contano veramente per te, di cosa hai bisogno
per essere felice e, per quanto possibile, scegli, trasforma o interpreta
il tuo ruolo nella vita lavorativa con coerenza rispetto alle tue
scoperte.
Come?
Ricorda: “Più
riduciamo la distanza fra chi siamo e cosa facciamo e più il nostro lavoro
sembrerà facile” Howard C. Cutter
Questo articolo è stato
ispirato dal libro: L'arte della felicità sul lavoro
- Dalai Lama con Howard C. Cutter -
Mondadori |